Le Fate di
Cottingley Glen (Inghilterra)
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Arthur Conan Doyle (1852-1930), campione del positivismo, creatore dell’indimenticabile Sherlock Holmes, investigatore la cui fama è dovuta anche al metodo d’indagine dominato dalla razionalità e dal ragionamento analitico, da un certo punto della sua vita divenne un sostenitore dell’esistenza delle fate… Che
cosa c’entra Conan Doyle con le fate di Cottingley? C’entra
molto. |
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Ma che cosa era successo, precisamente,
ottant’anni fa a Cottingley?
I negativi delle foto non furono manomessi in alcun modo, ma le fate immortalate somigliano in modo imbarazzante alle illustrazioni di uno dei libri dell'epoca (Princess Mary's Gift Book), al punto che pare ovvio siano proprio le pagine di quei libri ritagliate ed usate come sagome da appuntare al terreno tramite spilli. Ma le immagini suscitarono un enorme clamore, anche grazie all'interessamento ed al supporto di Sir Arthur Conan Doyle, che le credeva assolutamente "genuine”. Nel luglio del 1917, due bambine (Elsie Wright e sua cugina Frances Griffiths) presentarono una serie di fotografie che le ritraevano in compagnia di fate e folletti. In
quell’anno una bambina di nove anni, Frances Griffiths (1907-1986)
si era trasferita nella località dello Yorkshire dal Sudafrica,
andando a vivere insieme con la madre in casa di una zia materna che
aveva una figlia di sedici anni, Elsie Wright (1901-1988). |
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Conan Doyle si considerava un esperto di fotografia, e aveva esaminato le prime due fotografie - e le altre tre scattate dalle ragazze di Cottingley nel 1920 - senza trovare nessun sintomo di trucco o di doppia esposizione. Contro Doyle e le fotografie delle fate si levarono molte voci, anche autorevoli, che con strumenti diversi, intendevano porre in rilievo l’inattendibilità di quelle "prove". Doyle
così replicò emblematicamente alle accuse: "Ci sono
migliaia di persone che credono ancora alla fantastica affermazione
fatta qualche anno fa secondo cui le fotografie delle fate sarebbero
state tratte da una ben nota pubblicità. Poi,
rifacendosi al metodo indiziario, Doyle apportava alcune puntualizzazioni
e obbiezioni: |
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Le
fotografie tuttavia non hanno "resistito all’investigazione".
Detto e raccontato tutto ciò, vorrei concludere dicendo che il fatto che le fotografie di Cottingley possano essere in parte false non dimostra che le fate non esistono… In ogni caso giudicate voi… ed osservate attentamente queste foto… |
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