Il tatuaggio si è evoluto e differenziato nelle varie epoche, così come le tecniche ad esso connesse. In passato erano particolarmente diffuse quelle basate sulla puntura e sulla cucitura. Il tatuaggio per puntura consisteva nel tracciare il disegno sulla pelle, con un pennello o ricorrendo a stampini incisi, e successivamente nel praticare delle punture molto vicine tra loro mediane un ago intriso della sostanza colorante preferita. Il tatuaggio per cucitura consisteva, invece, nel far scorrere sotto la pelle un filo imbevuto di colorante facendo attenzione a seguire le linee del disegno precedentemente tracciato.

I metodi utilizzati oggi sono tre:
samoano, giapponese ed americano.

La tecnica samoana, per ora non rappresentata in Italia, introduce l'inchiostro sotto la pelle per mezzo di un bastoncino cavo e appuntito, che provoca un notevole dolore.
La tecnica giapponese prevede che gli aghi siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza, ma comunque in modo abbastanza doloroso.
Infine, la tecnica americana ricorre ad una macchinetta elettrica ad aghi, che determina sensazioni calde, vibranti, ma non dolorose.